Capitolo 84
male. Che il lavoro di Rovigo è posteriore alla Vienna uno è, io penso,
brevetto a chiunque pratico con dipinto di Veneziano, ma perché deve il
uno sopporta il nome di Tiziano su un cartellino evidentemente autentico, e non
l'altro? Il semplice e chiarimento diritto appare il
meglio--il viz. che il ritratto di Rovigo davvero è da Tiziano che ha preso
il ritratto di Vienna (quale io attribuisco a Giorgione) come il suo modello e
lo ripetuto direttamente. Le qualità del lavoro sono ammirabili, e
degno di Tiziano, ed io mi avventuro pensare questa "Madonna" tempo fa
è successo fra i ritratti del padrone l'aveva
non appeso in una galleria provinciale e remota che poco ha visitato da viaggiatori,
ed in tale angolo scuro come scappare la scoperta. La forma TITIANVS
punti ad un periodo dopo 1520,[127] quando Giorgione era stato degli anni
morto, così che non era innaturale che in dopo durate il credito di
invenzione rimase con l'autore del ritratto firmato, e che il suo
nome venne a gradualmente essere legato anche al più primo esempio. Il
incidendo di Meyssen (_circa_ 1640) così sopporta il nome di Tiziano, ed ambo
incidendo e la ripetizione a Rovigo ora è addotta come evidenza di
La professione di scrittore di Tiziano della Vienna "Zingaro Madonna."
Ma è alcuna prova che Tiziano mai ha copiato o ripetè alcuno altro là
lavoro di Giorgione? C'è, fortunatamente, uno grande ed ammesso
precedente, la "Venere" nella Tribuna dell'Uffizi che è _directly_
preso dalla "Venere" di Dresda di Giorgione, Gli accessori è vero, è
diverso, ma le figure nude sono linea per linea identico. [128] Altro
pittori, Palma, Cariarli, e Tiziano altrove, inspirazione dedotta
dal prototipo di Giorgione, ma Tiziano davvero ripete la molta figura
in questa "Venere"; così che ci non è niente improbabile nella mia contesa
quel Tiziano ripetè anche la "Zingaro Madonna" di Giorgione, mentre aggiungendo il suo
thereto della firma, alla confusione e confondendo più tardi di
generazioni.
[L'illustrazione: la fotografia di _Dixon. Raccolta del Sig. R.H. Benson, London_