Capitolo 51
poi; ma ora lui era Esaminatore di Drammi. Il suo punto di vista fu cambiato,
quell'era tutto. Non era colpa di suo se c'era stata negligenza del dovere
da parte di esaminatori precedenti. Il Sig. Arnold, il proprietario e
direttore del Teatro di Lyceum, si lagnò con lui sul soggetto.
In un dramma di John Banim, uno degli autori delle "Storie del
Famiglia" di O'Hara, Colman aveva impedito le certe linee di essere salmodiate da
monaci e monache in una scena di una cattedrale straniera. Era troppo profano.
Cosa circa il cantare di "Dio salvataggio il Re" sul palcoscenico? Quell'aveva
stato sanzionato da costume, Colman mantenne; ma lui non poteva riguardare
esso come un precedente. Era lui si preparò a mutilare il grande discorso di Portia
nel "Commerciante di Venezia?" Certamente lui era; ma poi costume aveva
lo sanzionato, e playgoers non erano preparati per alcuna intromissione con
il testo di Shakespeare. Comunque, lui ammise che lui non agitò
lui per accertare se i suoi tagli furono portati in effetto
quando i drammi vennero ad essere rappresentati. "Il mio dovere", lui disse, "è semplicemente
obiettare a tutto immorale o politicamente pericoloso. Quando io ho
marcato le mie obiezioni il dramma è autorizzato, soggetto all'omissione di
i passaggi obiettarono; oltre questo io non ho niente per fare, o un
esaminatore diverrebbe una spia così come un censore sul teatro." Alcuno
rottura della legge fu andata via perciò ad essere rimediata a dall'azione di
il "informatore comune" del periodo.
Come l'evidenza della mancanza di Colman della coscienziosità in questa questione, un
lettera che lui ha scritto al Sig. Frederick Yates, nel 1829 può essere citata. Un
autore drammatico, l'amico ambo di Colman e Yates, aveva amaramente
si lagnato delle riduzioni delle spese fatte dall'Esaminatore in un certo
giochi, o, seguire le proprie parole di Colman, aveva affermato "che la sua commedia
sia sicuro per essere dannato dal pubblico, mentre dovendo alla rimozione di alcuni
buoni scherzi diabolici dell'Esaminatore." "Non l'inscatoli, il mio caro Fred,