Capitolo 83
magioni della nobiltà, ed ai più grandi locanda-recinti della città. In
comunque, 1574 l'Earl di Leicester, attraverso la sua influenza con Regina
Elizabeth, ottenuta per la sua società di giocatori fra chi era
James Burbadge incluso, il padre dell'attore di Shakespearean famoso,
Richard Burbadge, un brevetto, sotto il Sigillo Gran che conferisce poteri il
attori, "durante il piacere della regina per usare, eserciti, ed occupi il
arte e facoltà di giocare tragedie, commedie, interludi, e palcoscenico
drammi, come bene per la ricreazione dei soggetti della regina come per lei
il proprio conforto e piacere, all'interno della città di Londra e le sue libertà,
ed all'interno di alcune città, città, e distretti amministrativi in tutta l'Inghilterra." Questo
la maggior parte di importante concessione ai giocatori fu opposta strenuamente da
il Dio Sindaco e Società per azioni che mantennero che "il giocare di
era probabili che interludi ed il ricorso allo stesso" provocassero "il
infezione della piaga", era "hurtfull nella corruzione di gioventù", era
"grande spreco ambo del tempo ed economia di molte persone povere", e
"il grande prelevando delle persone da preghiera di publique e dal
servizio di Dio." Finalmente loro proposero, come un compromesso che il
giocatori della regina, o di Dio Leicester--per questi titoli sembri a
è stato dato indifferentemente sugli attori--dovrebbe essere permesso
compiere all'interno dei confini urbani sulle certe condizioni speciali,
all'effetto al quale i loro nomi e numero dovrebbero essere notificati il
Dio Sindaco e le Giustizie di Middlesex e Carrozza, e che loro
non dovrebbe dividersi in molte società; che loro devono
sia contento con giocando in case private, a matrimoni & il c., senza
riunioni pubbliche, o "se più sia pensato buono essere tollerato", che
loro non dovrebbero giocare fino alle morti intere apertamente a Londra era stato
per venti giorni sotto cinquanta per settimana; che loro non dovrebbero giocare sul
Sabato o nei giorni santi fino a che dopo preghiera di sera; e che no