Capitolo 39
vuole dire così veritiero, sostiene _Geoffrey di Monmouth_, Archdeacon di Monmouth
e Vescovile di San Asaph, un scrittore a chi le cronache che rimano e
Poeti Anglonormanno così molto hanno dovuto. Gualtiero, un Diacono di Oxford che è
detto, aveva procurato dalla Bretagna una cronaca gallese che contiene una storia di
i britannici dalla durata di un Brutus, un grande-nipote di AEneas, in giù
al settimo secolo della nostra era. Da questo, in parte in traduzione e
in parte in creazione originale, Geoffrey scrisse la sua "Storia dei britannici."
Rivolgendosi al pregiudizio popolare, lui rianimò, ed in parte creata, il
atti di Arturo ed i Cavalieri del Tavolo Rotondo--eroi favolosi che
figura nella migliore poesia inglese dal quel giorno al presente,
la loro migliore presentazione stata stata fatta negli Idilli del Re,
(Arturo,) da Tennyson.
La filosofia popolare del lavoro di Geoffrey è trovata nel fatto che mentre
in Bede e nella Cronaca sassone i britannici non erano stati ritratti in
tale maniera come adulare la vanità nazionale che cerca per remoto
antecedenti della grandezza; sotto la sembianza della Cronaca della Bretagna,
Geoffrey intraprese fare questo. Polydore Virgil lo condanna distintamente per
relativo "molte cose fittizie di Re Arthur ed i britannici antichi,
inventato da solo, e finse di essere tradotto da lui nel latino,
quale lui tocca col palmo sul mondo col nome sacro di vera storia; " e
questa vista è provata dal fatto che i più primi scrittori parlano di
Arturo come un principe ed un guerriero, di nessuna fama colossale--"bene saputo, ma
non idoleggiato.... Che lui era un guerriero coraggioso è incontestabile; ma
che lui era il Marte miracoloso della storia britannica, da chi governa
e nazioni si restrette in panico, è confutò completamente dal moderato
encomi delle sue barde contemporanee."[14]
È della grande importanza storica per osservare la presa fissa presa da
questo carattere favoloso sulle persone inglese, come dimostrato dal fatto
che lui è stata sin da allora un eroe popolare del poema epico inglese. Spenser