Capitolo 47
Quel giorno da acqua o fuoco o aria
I miei piedi precipiteranno nella trappola destinata
Dovunque la mia strada può lie_."
DANTE GABRIEL ROSETTI
"Posso entrare? Oh, Maris, quello che _do_ che Lei pensa? Deve essere un vero
indovino natio nell'Inverno Giardino. Loro hanno fatto l'angolo
vicino la fontana come la tenda di un arabo, e lui ci dirà i nostri oroscopi
nella sabbia, e tutti i generi di cose."
"Non dimenticando le stelle, ci permetta di sperare?"
"Oh, c'è sicuro per essere quello."
Damaris rise come lei girò sulla sua sedia e sembrò all'eccitata
piccolo visitatore in voglia-vestito.
"Lei _do_ sembra dolce. Una Luce del Harem, per certo."
"Sì; e cosa pensa? Ci sono tre dozzina di Luci. Non è esso un
vergogna? Io pensai che io dovrei essere il solamente uno. E ci sono due ed un
mezza dozzina di Sceicchi, ed io non so quanti dozzina nomadi. Lei
è--cosa è? Lei guarda terribilmente--terribilmente--l'er--io non so completamente
cosa."
Damaris aggiustò il _selva_, il genere di argento caratteristico di tubo tra
i sopracciglia che connettono lo yashmak ed il _tarhah_ o testa-velo,
dato un finale sguardo nello specchio, e rosa.
"Io sono una donna egiziana della classe più umile."
Lei era tutta in nero, come conviene un membro di quella classe. Il semplice
corpetto, tagliato in una barzelletta del vestito di mussola nero l'andò bene come un
guanto; la gonna precipitò in pieghe larghe dalla vita e dondolò circa lei
caviglie circondate dai grandi anelli di ottone che il clashed come lei si mosse. Lei
portato lo yashmak nero e _tarhah_; sulle sue braccio il molto ottone sia
braccialetti che tintinnarono; da un lato lei portò un anello e c'era
carne-coloured tubo di gomma serico e sandali sui suoi piedi. Lei aveva fatto un
errore e henné le sue dito-punte che membri del più umile
classe non ha tempo per fare--inoltre, le loro mani pazienti si importa così
poco--ed i suoi grandi occhi sembrarono neri come lo yashmak su che
loro splesero.
La sua bella faccia fu nascosta, ancora era lei che alletta infinitamente,