Capitolo 89
"Kali! Kali! Kali!"
La parola tre volte ripetuta colorò di rosa leggermente sull'aria serale, ma colpì come un
batta sugli orecchi dell'uomo che, nello studiare il cervello, aveva trovato
lui impigliò nelle religioni e misteri spesso ed inestricabilmente
dell'Est.
"Il mio Dio!" lui bisbigliò, il "Mio Dio, lei è addormentato e----"
Ma lui non si mosse mai improvvisamente come Leonie mostrò che lei era consapevole del suo
presenza.
Non era che lei lo vide, o che lei lo seppe; lei era semplicemente consapevole
che un uomo stava guardandola.
Non una volta faceva le palpebre chiudono sugli occhi abbaglianti che splendono come due
pietre fosforescenti e verdi; non un segnale di riconoscimento mostrò nella sua faccia
come lei rise la piccola risata più dolce del mondo e si mosse verso
lui.
Gennaio Cuxson aveva abbastanza estesamente travelled negli ultimi anni, ed aveva
visto pressocché qualche genere di ballo nei vari porti ai quali lui aveva
chiamato, e le città che lui aveva visitato nell'Est, ma per assoluto
voluttuosità, ed il ritratto di passioni fisiche, lui non aveva visto mai
qualsiasi cosa per comparare con questo che lui guardò orrore-colpito dal mare.
"Cosa hanno fatto a lei? Cosa hanno fatto a lei? Che incantesimo ha
sia gettato? Che cosa crudele hanno fatto a lei?"
Più e più volte le domande corsero senza risposte attraverso il suo cervello.
Per ai tre volte ripeterono pianga lui aveva capito in un bagliore che
Leonie difficile, puro, innocente stava compiendo inconsapevolmente il
riti preliminari consueto all'adorazione di Kali, la dea di morte,
la moglie di Siva, la figlia del Himalayas; quali destre potevano meglio
sia descritto come un'orgia prolungata e terribile di ogni passione saputa a
uomo.
E bene era esso per Leonie Hetth che gennaio Cuxson era diritto e
purosangue, e che il suo amore era forza pura, altra esso è andato male
con lei, portandola alla porta del manicomio per caso; per là
è ma la larghezza di un capelli tra quelli da che si sono destati rudemente il
dorma in che loro camminano, ed agisce, e parla, e quegli in che delirano