Capitolo 57
nobili. Ma uguaglia quando lui illustrò della storia notoria, lui faceva
non desideri afferrare sul momento drammatico del quale dà la crisi
la storia, come Giotto avrebbe fatto, e come il pittore di nostro seguente
ritratto. Azione violenta non l'attirò. Purchessia il soggetto,
se fosse possibile raggruppare insieme le figure ad un momento quando
loro stavano facendo una meraviglia nulla, lui faceva così. Ma ancora gli piacque
più per dipingere scene ideali dalla sua propria voglia, dove le giovani persone siedono
in atteggiamenti facili sull'erba, conversando per un istante nel
intervalli della musica che loro fanno su tubi e chitarra. Lui era il
prima l'artista, finora come io so, dipingere questi mezzo vero, mezzo immaginario
scene delle quali il nostro ritratto può essere uno. In tutti di loro orsi di panorama
un'importante parte, ed in alcuno lo sfondo è divenuto il ritratto
e completamente subordinò le figure. In questo piccolo 'Età Dorata'
il panorama è quieto in tono, tinse con malinconia, romantico a
vada bene l'umore delle figure. Il suo colouring, sebbene ricco, è soggiogato,
più come le tinte di autunno che i colori freschi di primavera. Il
Veneziani eccelse nel loro trattamento di colour. Loro vissero in un
mondo non comune di lui. Giorgione vide il suo ritratto nell'occhio della sua mente come
una vampa di colour ricco; lui non vide le figure delineate bruscamente
contro un sfondo remoto, come è i tre in Raphael 'Cavaliere
Sogno.' Quello non intende quel Raphael, come l'artista del Richard
II. dittico, non riuscito a fare le sue figure sembrare solido ma che lui vide
bellezza la maggior parte nei contorni del corpo e le curve del drappeggio,
irrispettoso di colour, mentre al contorno di occhio di Giorgione nulla era
senza colour e luce ed ombra. Il corpo del Re sul trono
nel nostro ritratto è ammassato contro lo sfondo, ma c'è nessuno
contorno definito per dividerlo dall'albero dietro a. In questo rispetto
Giorgione era curiosamente moderno per la sua data, come noi vedremo in ritratti