Capitolo 18
le sue unghie ed i suoi denti per la protezione dell'uomo prostrato. Questo
era orribile.
"Il mio caro bambino", lui pianse in disperazione, "è esso possibile che Lei mi pensa
capace di assassinare un avversario ferito? È esso.... Sia quieto, Lei piccolo
faccia sondaggi, Lei", lui aggiunse.
Lei lottò. Una voce sonnolenta e spessa disse dietro a lui:
"Su cosa è a con quella ragazza?"
Tenente Feraud si era elevato sul suo buon braccio. Lui stava guardando
sonnolentamente al suo altro braccio, alla confusione di sangue sulla sua uniforme ad un
piccola piscina rossa sulla terra, alla sua sciabola che giace via un piede sul
percorso. Lui si posò dolcemente poi di nuovo in giù pensarlo fuori come lontano tutti
come un mal di testa tonante permetterebbe di processi mentali.
Tenente D'Hubert rilasciò i polsi della ragazza. Lei volò via in giù il
percorso e si acquattò selvaggiamente dal lato del guerriero vinto. Il
ombre di notte stavano precipitando sul piccolo giardino di assetto con questo
gruppo commovente da cui andò avanti mormorii bassi del dolore e compassione
con gli altri suoni deboli di un carattere diverso come se un imperfettamente
sveglio nullo stava tentando di giurare. Tenente D'Hubert andò via, anche
esasperato curare quello che accadrebbe.
Lui passò attraverso la casa silenziosa e si congratulò con lui sul
crepuscolo che cela le sue mani insanguinate e faccia graffiata dal passers-da.
Ma questa storia poteva da nessuno mezzi sia celato. Lui il dreaded il discredito
e mette in ridicolo sopra tutto, ed era dolorosamente consapevole di strisciare
attraverso le viuzze ai suoi trimestri. In uno di questo lato quieto
strade i suoni di un flauto che viene fuori della finestra aperta di un illuminato
disopra alloggi in una casa modesta interruppe le sue riflessioni cupe. Esso
era stato giocando con una virtuosità intenzionale, perseverante, ed attraverso
il _fioritures_ del motivo potrebbe sentire anche la botta del piede
tempo che colpisce sul pavimento.
Tenente D'Hubert gridò un nome che era quello di un chirurgo di esercito