Capitolo 61
i suoi occhi curiosamente a Generale la faccia bianca di D'Hubert. "Prenda uno di questi
penne e lo corre attraverso il nome Lei. Questo è l'unico elenco in
esistenza. Se Lei è accurato per prendere su abbastanza inchiostro nessuno sarà capace
fuori cosa fu colpito dire anche così il nome. Ma, l'example_ di _par, io sono
non responsabile per quello che Clarke farà con lui. Se lui persiste in
essendo rabbioso lui sarà ordinato dalla Cattedrale di Guerra risiedere in alcuni
città provinciale sotto la soprintendenza della polizia."
Alcuni giorni più tardi il Generale D'Hubert stava dicendo a sua sorella dopo il
prima saluti erano stati ottenne su:
"Ah, il mio caro Leonie! Sembrò a me io non potevo ottenere via da Parigi
rapido abbastanza."
"Effetto di amore", lei suggerì con un sorriso malevolo.
"Ed orrore", Generale aggiunto D'Hubert con serietà profonda. "Io ho
quasi morì di là... di nausea."
La sua faccia fu contratta con disgusto. E come sua sorella guardò a lui
attentamente lui continuò:
"Io ho dovuto vedere Fouche. Io ho avuto un pubblico. Io sono stato nel suo
armadietto. Là resti con uno, dopo la sfortuna di avere a
respiri l'aria della stessa stanza con quell'uomo, un senso di diminuì
dignità, il sentimento scomodo di non essere così pulito dopo tutti come uno sperò
uno era.... Ma Lei non può capire."
Lei accennò col capo rapidamente molte volte. Lei capì molto bene sul
contrario. Lei conobbe completamente suo fratello e piacque lo come lui fosse.
Inoltre, il disprezzo ed aborrire di umanità era il destino del Jacobin
Fouche che, sfruttando per suo proprio vantaggio ogni debolezza, ogni
la virtù, ogni illusione generosa di umanità babbei fatti di suo intero
generazione e morì oscuramente come Duca di Otranto.
"Il mio caro Armand", lei disse compassionevolmente, da "cosa potrebbe volere
quell'uomo?"
"Nulla meno che una vita", Generale risposto D'Hubert. "Ed io ho
esso. Doveva a che essere fatto. Ma io sento ancora come se io non potessi perdonare mai il
la necessità all'uomo io dovevo salvare."