Capitolo 73
"Non lasci che la considerazione Le impedisce. Lei non corre nessun rischio di offendere
suo mortalmente."
Ma i vecchi uomini diedero retta questo nonsenso amoroso. È
dubbioso se lui sentì anche.
"Cosa è?" lui chiese. "Di cosa è la natura..."
"Lo chiami una follia giovane, il le di _Monsieur Chevalier_. Un inconcepibile,
risultato incredibile di..."
Lui fermò brevemente. "Lui non crederà mai la storia", lui pensò. "Lui
penserà solamente io sto prendendolo per un sciocco e sono offeso." Generale
D'Hubert alzò la voce di nuovo. "Sì, originando in follia giovane ha
divenga..."
Il Chevalier interruppe. "Bene poi deve essere sistemato."
"Sistemato."
"Sì. Nessuna questione quello che può costare il Suo _amour propre_. Lei dovrebbe avere
ricordato Lei fu impegnato. Anche, Lei dimenticò che io suppongo. E poi
Lei va e dimentica la Sua disputa. È l'esposizione più disgustosa di
leggerezza che io mai ho sentito di."
"Buoni cieli, Chevalier! Lei non immagina io sto raccogliendo quello
litighi la durata scorsa io ero a Parigi o qualsiasi cosa del genere. Fa?"
"Eh? Che questioni la data precisa della Sua condotta alienata!" esclamato
il Chevalier irascibilmente. "La cosa principale è sistemarlo..."
Generale che nota D'Hubert che trova restio e difficile per mettere una parola,
il vecchio _emigre_ si elevò il braccio ed aggiunse con dignità:
"Io sono stato un soldato, anche. Io non oserei mai suggerire un dubbioso
avanzi all'uomo cui chiama mia nipote è nascere. Io gli dico quel _entre
hommes_ dei gentiluomini che un affare può essere sistemato sempre."
"Ma, _saperlotte, il le di Monsieur Chevalier_, è quindici o sedici anni
fa. Io ero poi un tenente di Usseri."
Il vecchio Chevalier sembrò confuso dal tono veementemente disperato di
queste informazioni.
"Lei un tenente di Usseri sia sedici anni fa?" lui borbottò in un
maniera stordita.
"Perché, sì! Lei non suppose che io fui fatto un generale nella mia culla come un
principe reale."
Nell'il approfondire imporpori crepuscolo dei campi, sparso con foglie di vite,