Capitolo 88
resto di vita mia con una pistola caricata in un cassetto che aspetta parola Sua.
È... è idiota. Io sarò un oggetto di... di... derisione."
"Assurdo?... Idiota? Pensa così?" consultato controversamente Generale
D'Hubert con gravità astuta. "Forse. Ma io non vedo come quello può essere
aiutato. Comunque, non è probabile che io parli a grande di questa avventura.
Nessuno mai ha bisogno conosca qualsiasi cosa lo. Nel momento in cui nessuno a questo giorno, io
creda, sa l'origine della nostra disputa.... Non una parola più", lui aggiunse
con fretta. "Io non posso discutere questa domanda con un uomo realmente che, come lontano come
Io concerno, non esista."
Quando i duellanti uscirono nell'aperto, il Generale Feraud che cammina un
piccola parte posteriore e piuttosto con l'aria di camminare in una trance, i due
secondi affrettati verso loro ognuno dalla sua stazione all'orlo del
legno. D'Hubert Generale li indirizzò, rumore oratoria e distintamente:
"Messieurs! Io gli fabbrico un punto di dichiarare solennemente a Lei nel
presenza di Generale Feraud per il quale la nostra differenza finalmente è stabilita
buono. Lei può informare tutto il mondo di quel fatto."
"Una riconciliazione dopo tutto!" loro esclamarono insieme.
"Riconciliazione? Non quello precisamente. È qualche cosa molto più vincolante. È
esso non così, generale?"
Feraud Generale abbassò solamente la sua testa in segnale di assenso. I due veterani
guardato all'un l'altro. In un secondo momento quando loro si trovarono da soli,
fuori della portata d'orecchio del loro amico imbronciato, il remarked del corazziere improvvisamente:
"Generalmente parlando, io posso vedere lontano o anche col mio occhio del uno come un piccolo
più lontano che la maggior parte di persone. Ma questo mi colpisce. Lui non dirà qualsiasi cosa."
"In questo affare di honour che io capisco è dal primo durare
sempre qualche cosa fuori" il quale nessuno nell'esercito potrebbe fare completamente, dichiarò
il chasseur col naso imperfetto. "In mistero cominciò, in mistero