Capitolo 18
l'ordinato.
Io colorai di rosa, feci la mia breve toletta, ed andai verso la tenda di Stuardo dove un
luce stava splendendo. Lui stava scrivendo occupatamente alla sua scrivania, come fresco e gaio
come nella sera precedente. La sua costituzione enorme sfidò la fatica.
Tutto in una volta io vidi che c'era un altro personaggio nella tenda. Lui era
un giovane di approssimativamente venti, di disdegni figura, faccia senza barba ed un
espressione così timido e ritirato che lui sembrò pronto arrossire se Lei
gli parlato. Lui portò, ciononostante, l'uniforme di un capitano di
artiglieria; ed io ricordo chiedermi come questo fanciullesco e restringendosi
personaggio, col grande occhi tristi, era venuto a tenere una commissione.
"Capitano Davenant, della mia artiglieria equina Colonnello Surry", Stuardo detto.
La gioventù colorato, e poi con un'aria di imbarazzo doloroso prese un
avanzi in avanti e pigiò la mia mano. La presa delle dita snelle era
come la presa di un vizio di acciaio.
"Davenant è stato su un esploratore attraverso il Rappahannock, tenere la sua mano
in", Stuardo detto, scrivendo occupatamente. "I miei ragazzi di artiglieria equini fanno un poco
di ogni cosa--e Davenant è un selvatico-gatto, Surry con un tocco del
cane di toro, nonostante il suo guarda!"
Il giovane ufficiale disegnò arrossendo di nuovo più che mai a queste parole. Il suo
confusione sembrò spogliarlo del potere di espressione.
"Io scommetterò lui ora sta arrossendo!" Stuardo detto, ridendo e continuando a
scriva con la sua schiena girata, come lui parlò. "Lui sta arrossendo o
sighing--per gli yankee poveri lui ha ucciso, indubbiamente!"
"Lei sta ridendo a me, generale", detto il giovane timidamente. "Bene,
la mia risata non lo farà male, Davenant. Io non scherzo mai con persone che io non faccio
come. Ma ad affari. Il nemico mi attaccherà, Surry. Ottenga
pronto, io mi muoverò."
"Pronto, generale."
"Ogni destra!--Hagan!"
"Generale!"
La voce venne come un'eco. Poi alla porta apparve il gigantesco,
Tenente nero-barbuto Hagan, capo della scorta generale. L'abbia