Capitolo 40
"Quando lasciò i testa-trimestri di Prostituta?"
"Questo pomeriggio."
"E Lei passò l'a-notte di linee?"
"Sì, generale, nel modo solito, passando attraverso i picchetti. Io ero
a piedi e nulla era più facile."
Stuardo lavora a maglia i suoi sopracciglia e riflettè. Poi lui chiamò all'ordinato.
"Risvegli l'assistente-generale, e subito abbia tre corrieri pronto!"
Il Sig. Nighthawk sorse.
"Da-il-da, generale", lui disse, "io vidi Swartz a che io ho menzionato
Lei."
"Sì; la migliore spia, Lei dice, nell'esercito Federale."
"Io penso che lui è, generale. Lui è un uomo meraviglioso. Lui giocò recentemente un
imbrogli su Lei."
"Su _me_?"
"Almeno lui rimosse un prigioniero da Lei. Era una signora, catturata da
Colonnello Mohun, una notte sul Rappahannock."
"Ah! È esso possibile! Quindi Swartz era il vecchio contadino, mentre guidando il
carro che mattina."
"Quindi lui mi informò, generale."
"Lei amici sono, poi?"
"Amici vicini."
Ed il Sig. Nighthawk sorrise.
"Noi abbiamo un accordo--ma quello non l'interesserebbe, generale. Quello
era Swartz realmente, e la vecchia donna era la prigioniera."
"Bene", disse Stuardo "che era un colpo baldo ma la signora era bella
abbastanza per fare amicizia. C'è qualche cosa tra lei e Colonnello
Mohun, non c'è?"
Il Sig. Nighthawk gettò uno sguardo rapidamente alla faccia del generale. I suoi occhi
acciaio assomigliato ad aguzza, ma lo sguardo penetrante subito affondò.
"Qualche cosa tra loro, generale? Cosa L'avrebbe potuto fare pensare quello?
Ma ecco Maggiore McClellan. Io non lo deterrò, generale; Io voglio
ritorni a luce del giorno a ricevere i Suoi ordini."
Con queste parole, il Sig. Nighthawk distribuì un sorriso benigno, inarcato in
una maniera amichevole, e scomparve, era difficile dire come, da
l'appartamento. Io avevo girato i miei occhi da lui ma un istante; quando io
di nuovo guardò lui fu andato.
"Ed ora lavorare!" Stuardo esclamato. "Noi lotteremo domani,
Surry, fin dal 'equipaggi di fronte alla battaglia' ha fatto il suo aspetto!"
XII.
COME STUARDO FELL INDIETRO.