Capitolo 61
ascolto. Swartz, sul contrario era l'incarnazione di flemmatico
fresco. La sua faccia portò un'espressione dell'equanimità intera; e lui
sembrato appagare nessuno teme qualunque cosa di intrusi.
Io vidi tutto in una volta comunque, i suoi occhi brillare come loro precipitarono su una carta
quale lei lo diede per impaccare via col resto. Era attentamente
piegato, ma una delle pieghe volò aperta come lui lo ricevette, ed i suoi occhi
fu riparato improvvisamente intensamente sul foglio.
Poi la sua testa girò rapidamente, e lui guardò al suo compagno. Lei era
curvando su un cassetto, e non osservò quel sguardo. Quindi
Swartz piegò sulla carta, lo mise quietamente in tasca, e seguì
comprimendo la valigia col suo primo fresco; solamente un disdegni colore nel suo
faccia sembrò indicare l'emozione nascosta.
Come lui intascò la carta, il suo compagno diventò rotondo. Era semplice che
lei non aveva percepito la manovra.
Allo stesso momento io sentii il suono di colpisce con lo zoccolo in retro della casa, e
l'acciottolio di una sciabola come un cavaliere smontato. Alcuni indistinto
parole, apparentemente indirizzò ad un servitore od ordinato, seguì. Poi il
porta dell'appartamento opposto la finestra anteriore fu gettata aperta, ed un
uomini entrarono.
Nel nuovo-comer io riconobbi l'avversario di Mohun ad Upperville--il Colonnello
Darke, della Cavalleria di Stati Uniti.
XXI.
PRECIPITATO.
Darke entrò improvvisamente nell'appartamento, ma il suo aspetto sembrò
non causi sorpresa. La spia trattenne il suo fresco. La signora seguì
col suo lavoro. Lei avrebbe detto che loro si erano aspettati l'ufficiale,
e riconobbe il suo passo.
Il loro saluto era breve. Darke accennò col capo in apparente approvazione del
compito nel quale furono prese parte l'uomo e donna, e piegando le sue braccio in
fronte del mantel marmoreo, guardò su in silenzio.
Io guardai fisso a lui con interesse, e più attentamente che io ero stato capace
fare durante la lotta ad Upperville, quando il fumo celò presto
lui. Mi permetta di disegnare il suo contorno. Di tutti gli esseri umani che io