Capitolo 81
barcolli e caduta. Sul morto e morendo spazzate la scatola metallica. Tra
scariche di moschetteria ed il ruggito di cannone, tutti ma una manciata di
I Virginiani di Pickett passano nell'eternità.
CAPITOLO XXVII.
IL GRANDE MOMENTO DI UNA GRANDE VITA.
Io stavo guardando fisso oscuramente al campo coperto con distacchi zoppicando
indietro tra un grande turbine di guscio, quando un ufficiale montato cavalcò fuori
del fumo. Nella sua mano corretta lui portò la sua spada disegnata--i suoi andarono via
braccio fu gettato circa un ragazzo ferito di che lui sostenne sul pommel
la sua sella.
Nel cavaliere io riconobbi Generale Davenant che io avevo visto vicino il
villaggio di Parigi, e che ora fu conosciuto personalmente a me. Nel ragazzo
Io riconobbi il birichino, Charley con la giacca intrecciata ed elegante
berretto.
Io spronai verso lui.
"Suo figlio--!" Dissi io, ed io aguzzai al ragazzo.
"Lui sta morendo io penso, colonnello!" era la replica in una voce rauca. Il
baffi grigio tremò, e l'occhio del padre rimase, umido ma
ardente, sul ragazzo.
"Tale bambino!" Dissi io. "_he_ sarebbe potuto andare nella carica?"
"Io non potevo impedirgli!" venuto, in un gemito, pressocché dal vecchio
cavaliere. "Io l'impedii, ma lui trovò in qualche luogo un moschetto, ed andò su
i ripari difensivi di media altezza col resto. Io lo vidi poi per la prima volta, e
lo sentito ridere e consola. Un momento dopo lui fu sparato--io presi e
l'elevato su, ed io ho cavalcato di nuovo attraverso il fuoco, mentre tentando a
lo schermi--ma lui sta morendo! Guardi! la sua ferita è mortale, io penso--e così
giovane--un bambino mero--mai non era alcuno uno più coraggioso del mio bambino povero--!"
Un gemito seguì le parole: e curvando in giù il vecchio cavaliere baciò
la guancia pallida del ragazzo.
Io non feci replica; qualche cosa sembrò strangolarmi.
Improvvisamente una voce grave emise delle parole all'interno di alcuni ritmi di noi, e
Io girai rapidamente. Era Generale Protezione--cavalcando calmamente tra il fumo, e