Capitolo 88
tronco e rami enormi, come un souvenir del grande soldato che esso
protegguto in quell'estate di 1863.
Quindi noi fummo ancorati per un poco lo spazio, e godè acutamente il riposo
di questo nook dell'estate sull'Opequon. Presto il corno da caccia suonerebbe di nuovo,
e temporali nuovi ci colpirebbero; nel frattempo, noi ridemmo e cantammo,
afferrando il fiore delle ore pacate, inalando gli odori,
ascoltando gli uccelli, e sognando inattivamente.
Per me, io avevo là più sogni che resto delle persone grige!
La Pergola non era un luogo strano a me. Il mio fratelli del personale usò
ridere, e dice che, dovunque noi andammo, in Virginia, io fondai,
ceppo-persone. Io trovai uni vicini e cari alla vecchia casa sul
Opequon; e cento macchie che richiamarono la mia gioventù perduta. Ogni oggetto
mi portato di nuovo ai giorni che sono morti. Le colline blu, il ruscello,
le grandi querce, e la sala sorrise su me. Come familiare i ritratti,
e focolari larghi, e deers' le ramificazioni. I ritratti di caccia col falco
scene, con signore e gentiluomini nei costumi di queerest; il
incisioni di corsa-cavalli famosi, appendendo tra pistole le uccello-borse e
pesca-verghe nella sala larga--questi non erano oggetti morti e meri, ma
vecchio e lungo-amò conoscenze. Io li avevo saputi nella mia infanzia;
reputato con delizia li nella mia fanciullezza; ora loro sembrarono salutare
io, mormorando--"Benvenuto! Lei ci ricorda!"
Così la sala, i motivi, i ritratti, l'oggetto più trascurabile
portato di nuovo a me, in quell'estate di 1863, cento ricordi del
anni che aveva volato. Anni dell'infanzia e gioventù, dell'allegria e la gioia,
come noi sentì prima che guerra era venuta a molestarci; quando io nuotai nel
Opequon, o girò le colline, mentre guardando nei brillanti occhi, dove era la vita
così fresco e così giovane. La "rugiada era poi sul fiore", il fiore in
la gemma. Ora il fiore era passato via, e la rugiada asciugò su nel calda
guerra-atmosfera. Era un soldato usato e stanco a che ritornò il
scene della sua gioventù.
Improvvisamente, come io il mused così, sognando inattivamente sotto la grande quercia che