Capitolo 92
comunque, non è stato la persona io lo presi per, e si sarebbe sbagliato
io per dell'uno altro; per io non avevo mai un'opportunità di accertare alcuno
più circa lui.
Noi ottenemmo in Piccola York, e fu spedito a riva quella sera. Posso dire io
nulla del nostro squadrone, stato stato tenuto sotto il tempo intero sul quale io ero
abbordi il Giorgio Reale. Io non potevo scoprire se noi facevamo il nemico qualsiasi
danneggi, o non, la notte che noi siamo stati presi; sebbene io ricordo che un
il carronade di sessanta-otto libbra che è stato in piedi vicino la banda-modo del Reale
Giorgio, fu smontato, la notte che io sono passato in lei. Guardò a me come se
gli autocarri furono andati. Questo che io so, che la nave era più che di solito
protegguto via; sebbene per che ragione io non fingerò di dire.
A York, noi fummo messi nel gaol, dove noi fummo tenuti tre settimane. Nostro
trattamento era ogni modo cattivo, con l'eccezione che noi non ci fummo accalcati.
Come a cibo, noi fummo tenuti "sei su quattro" il tempo intero io ero prigioniero. [9]
Il pane era cattivo, e la carne di maiale poco meglio. Mentre in questo gaol, una festa
di indiani ubriaci ci diede una scarica, nel passare; ma fortunatamente ci faceva
niente danno.
Alla fine di tre settimane, noi ricevemmo per ciascuno una bisaccia, e due giorni'
assegno. I nostri vestiti furono presi da noi, e gli uomini furono detti loro
li troverebbe sotto; una cosa che è accaduta a molto pochi di noi, io credo.
Come per me, io ero fortunatamente senza qualsiasi cosa per perdere; il mio effetti avendo
andato in giù nel Flagello. Tutti che io avevo sulla terra erano una camicia e due
fazzoletti, ed un vecchio penzolò cappello per il quale io avevo in cambio un
Berretto scozzese che era stato dato a me nella Julia. Io ero senza scarpe,
e così continuò finché io giunsi a Halifax. Tutti questo mi diede la piccola preoccupazione;
i miei spiriti che sono elastico, e la mia disposizione gaio. Il mio grande guaio era il
l'apprensione di essere conosciuto, attraverso i ricordi dell'ufficiale io