Cavalchi alla Signora - E gli Altri Poemi

Helen Gray Cone

Capitolo 23

Saltato lei su un tronco sradicato,
Clung lei da una vite che lega con corde;
Leaped dietro ad una frusta, e disse,
Ancora eludendo, attraverso la sua multa,
Risata beffarda, snella, frondosa,
Perché le sue punte di dito avevano fredde:

"Io andai in giù a stuzzicare il ruscello,
Coi suoi pesci, là sotto;
Lei viene ballando, tu deve sapere,
Ed i cespugli forniscono di arcata sopra di lei;
Ma l'occhiata di sunbeams che cerca,
Scansando attraverso la coperta vento-senza fiato,
Trovi e la baci in stelle.
Vene argentee allacciano e piegano
Dove un la prenda a sassate facendo inciampare sbarre;
Ci sono spazzate lisce, chiare, e turbini
Formando bolle su gocce crespe come perle.
Là io giaccio, lungo le pietre
Spesso con muschio sdrucciolevole e più verde,
Ed io ho disponibile una striscia
Di grigio, abbaio flessibile, maculato;
Ed io pettino le sue serrature liquide
Fino a lei aggrovigliando correnti croce;
Ed io ho delizia per ascoltare
Allo sgridare del suo labbro,
Assumendo la pietra parlante
Con ogni svolta un altro tono.
Oh, mettere i suoi wavelets bisticciando!
Oh, sentire la sua risata semplice,
Veda suo trafori e baleni e si increspi!
Ha, ha, ha!" Il terreno boscoso accerchiò
Con l'incresparsi attraverso la vibrazione.
Alla frusta l'armento-ragazzo saltò.

Su un improvviso qualche cosa ferì
Vite-come tondo la sua gola che batte;
Su un improvviso qualche cosa lo smote
Bruscamente sui suoi labbra bramosi,
Lo punto come le fruste di ramo di frusta:
Era esso baci o era esso soffi?
Mai dopo poteva lui sa;
Lei fu andata senza un suono.

Mai dopo poteva lui vede
Nel legno o nel prato,
O in alcuna società
Delle domestiche mortali e rustiche,
Suo con trecce ghianda-colorate;
Mai non venne lei al suo bisogno.
Mai più il giovanotto era allegro,
Deviato separatamente, ed imparò a sognare,
Alimentando sulla bacca selvatica ed acida;
Mormorante non mette in parole nessuno capito,--
Parole con musica del legno,
E con musica del ruscello.




PASSI L'ESTATE ORE


Privo di scopo-andare alla deriva come l'asclepiade non è ore
  Nel sembrare, ancora un seme di orso di ye di gioia
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