Capitolo 59
torca dolorosamente la sua bocca. "Un pieni venti secondi devono passare dal
momento io pigio la palla fino all'esplosione succede."
"Phew!" Ossipon fischiato, completamente atterrì. "Venti secondi! Orrori!
Vuole dire dire che Lei potesse affrontare quello? Io dovrei andare matto--"
"Non si importi se Lei facesse. Chiaramente, è il punto debole di questo
sistema speciale che è solamente per mio proprio uso. Il peggiore è che il
maniera di esplodere è il punto debole con noi sempre. Io sto tentando
inventi un detonatore che si adatterebbe a tutte le condizioni di azione,
ed anche a cambi inaspettati delle condizioni. Una variabile ed ancora
perfettamente meccanismo preciso. Un detonatore veramente intelligente."
"Venti secondi", Ossipon mormorato di nuovo. "Ough! E poi--"
Con un disdegni svolta della testa alla quale il brillio degli spettacoli è sembrato
indicatore di livello la taglia del bar di birra nella cantina del Silenus rinomato
Ristorante.
"Nessuno in questa stanza potrebbe sperare di scappare", era il verdetto di quello
esame. "Né ancora questa coppia che ora sale i gradini."
Il pianoforte al piede della scala echeggiato attraverso un mazurka con
impetuosità simile ad ottone, come se un fantasma volgare ed impudente stava mostrando
via. Le chiavi affondarono e colorarono di rosa misteriosamente. Poi tutti ancora divennero. Per un
momento Ossipon immaginò il luogo di overlighted cambiato in un terribile
buco nero che erutta fumi orribili ostruì con spazzatura orribile di ubriaco
muratura in mattoni e mutilò cadaveri. Lui aveva tale percezione distinta di
rovina e morte che lui è rabbrividito di nuovo. Gli altri osservarono, con un'aria
di sufficienza calma:
"Nell'ultimo esempio è da solo carattere che quello costituisce la sicurezza di uno.
Ci sono persone molto poche nel mondo il cui carattere è come bene
stabilito come il mio."
"Io mi chiedo come Lei lo maneggiò", Ossipon ringhiato.
"Forza della personalità", detto l'altro, senza elevare la sua voce; e
venendo evidentemente dalla bocca di quell'organismo misero l'asserzione