Capitolo 13
individuo, con finestre che reputano fuori il Lussemburgo." Lui potrebbe vedere
lui là ora, lavorando sodo, avendo un ritratto riuscito nel
Salone, portando una medaglia. Lui scelse anche le tende nelle sonno-stanze
in anticipo. Poi, sui belli giorni, come conveniente può il giardino
sia per il bambino e la balia.
Nel mezzo di questo che chiacchiera, lui osservò improvvisamente, la faccia triste di Amedee
come lui si restrinse nella schiena della carrozza.
"Mi perdoni, il mio caro amico" disse lui, prendendolo affettuosamente dal
mano. "Io dimenticai quello che Lei mi disse proprio ora. Ah! il fato è ridicolo,
quando io penso che la mia felicità La fa male tatto."
Il poeta diede al suo amico un'occhiata lunga, triste.
"Sia felice con Maria e la faccia felice, quello è tutto che io lo chiedo ambo."
Loro erano giunti al piede di Montmartre, e la carrozza andò lentamente su
le strade ripide.
"Il mio amico", Amedee detto che "noi arriveremo là presto. Lei andrà in
da solo vedere queste signore, non La voglia? Oh! non abbia paura. Io so
Louise e la madre. Loro non emetteranno una parola di rimprovero. Suo
atto diritto sarà aumentato di valore da loro come merita--ma Lei scuserà
io dall'andare con Lei, vede? Sarebbe troppo doloroso per me."
"Sì, io capisco, il mio Amedee povero. Come L'accomoda. Ora poi,
coraggio, Lei sarà ne guarito. Tutto è alleviato in durata,"
Maurizio risposto che immaginò che ognuno avesse il suo natura incostante.
"Io ricorderò il servizio sempre che Lei mi ha reso, per io
ora arrossisca come io ne penso. Sì, io stavo per fare un atto infame.
Amedee, mi abbracci."
Loro gettarono le loro braccio circa l'un l'altro collo, e la carrozza si fermò.
Una volta sul marciapiede, Amedee osservò la faccia storta del suo amico come lui vide il
casa del Gerards, un misero, parli per luoghi comuni alloggio-casa cui
fronte ubriaca e scoppiettata fece uno a pensare alle rughe su un uomo povero
faccia. Sulla destra e sulla sinistra dell'ingresso-porta due negozi erano,