Capitolo 51
a me che io non capii, e gradualmente il numero di regolare
visitatori aumentarono finché ammontò ad approssimativamente venti. Fra loro
era il parroco della parrocchia, gli amministratori di molto notorio
le carità, tre avvocati quattro o cinque rivenditori notori del
Borsa Valori, primo fra chi era Signore Giuseppe Job, e tre di
il professionalmente benevolo, o di quelli cui risuolano occupazione
sembra essere quello di accelerare le carità latenti di loro
vicini di casa.
Il giorno dopo che il mio antenato finalmente fu rimosso dalla nostra vista, il
casa era più che di solito si accalcò. Le conferenze segrete
aumentato ambo in serietà ed in frequenza, e finalmente io ero
chiamato in causa per incontrare questi ospiti malato-calcolati nella stanza che era stata
il sanctum sanctorum del defunto proprietario dell'abitazione. Come io
entrò fra venti facce strane, mentre chiedendosi perché io che avevo
fin qui passò così poco attraverso vita tenuta conto di, dovrebbe essere
unseasonably importunarono, Signore Giuseppe Job si presentò come il
portavoce della festa.
"Noi abbiamo spedito per Lei, il Sig. Goldencalf" il cavaliere cominciò,
asciugando decentemente i suoi occhi, "perché noi pensiamo che rispetto per nostro
in ritardo molto-stimò, amico più eccellente, e molto rispettabile
richiede che noi non trascuriamo più il suo finale piacere, ma che noi
subito dovrebbe andare avanti ad aprire la sua volontà, in ordine che noi possiamo prendere
misure di suggerimento per la sua esecuzione. Sarebbe stato più regolare
se noi avessimo fatto questo prima che lui fosse sotterrato, per noi non abbiamo potuto prevedere
il suo piacere che concerne i suoi resti venerabili; ma è pienamente mio
la determinazione per avere tutto fatto come lui ha ordinato, anche se
noi possiamo essere costretti per dissotterrare il corpo."
Io sono inerte abitualmente, e possibilmente credulone, ma natura ha
non mi negato un spirito corretto. Che Signore Giuseppe Job, o alcuno uno ma
io, dovuto per fare con la volontà del mio antenato non mi colpì a