Capitolo 38
creature che soffrono e muoiono come noi. È un piano strano di
l'Eccelso, continuare a fare cose meravigliose e belle
solo distruggerli! Là non sembra senso in lui!"
Lui si sedette di nuovo sulla sua sedia, e lei, rispettando il suo gesto,
portato un sgabello basso ai suoi piedi e si stabilì su lui,
inclinandosi contro il suo ginocchio. La sua faccia fu alzata suo ed il
luce tremolio delle candele alte che lo vibrano su mostrò il
la vigilanza tenera ed ansiosa della sua espressione--un'occhiata che sembrò
agitarlo, per lui evitò i suoi occhi.
"Lei vuole sapere quello che disse" il dottore Londinese, lui cominciò. "Bene,
bambino, Lei non sarà alcuno il meglio per sapere, ma è come io
pensiero. Io ho la mia morte-garanzia. Slowton non era sicuro circa
me,--ma questo uomo, malato come lui si è, ha avuto troppo
esperimenti commettere errori. Non c'è cura per me. Io posso durare
fuori un altro dodici mesi--forse non così lungo--certamente non
più da molto."
Lui vide le sue guance crescere bianco con la bianchezza cenerina di un improvviso
colpo. I suoi occhi dilatarono con dolore e temono, ed un sospiro rapido
la scappata, poi lei si mise sodo i labbra.
"Io non lo credo", lei disse, mentre aggiungendo con enfasi più forte--"io
Non lo crederà!"
Lui accarezzò la piccola mano che è rimasta sul suo ginocchio.
"Non vuole? Piccola ragazza povera, Lei deve crederlo!--e più che
che, Lei deve essere preparato per lui. Anche un anno nessuno troppo per
tutti che dovevano essere fatti,--'saia pressocché mi prende che tempo per guardare
la piazza di cosa nella faccia e rinuncia completamente alla fattoria."--Qui
lui fece una pausa con qualche genere di orrore alle sue proprie parole--"Rinunci il
coltivi!--Il mio Dio! E per mai! Come strano sembra!"
Il tumulto nella sua mente trovò discorso improvviso.
"Papà, caro! Papà! Non è vero! Non lo pensi! Non badi quello che
dice il dottore. Lui ha torto--io sono sicuro lui ha torto! Lei vivrà per
molti e molto un anno felice ancora--oh sì, Papà, Lei vuole! Io sono sicuro di