Capitolo 68
"Loro l'amarono ed avrebbero fatto qualsiasi cosa per lei--ancora lei corse
via da loro con un estraneo! Io non avrei potuto fare mai quello! Ma
Io non ho nessun padre e nessuna madre--nessuno ma Papà!--ah!--come io ho
Papà amato!--ed ancora io non appartengo a lui--e quando lui è morto--"
Qui un senso opprimente di calamità la scopò su, e
lasciando cadere sui suoi ginocchia dalla finestra aperta lei posò la sua testa su lei
braccio piegate e pianse amaramente.
Una voce la chiamata in assoggettato accentua una volta o due volte, "Innocente!
Innocente!"--ma lei non sentì.
Al momento un flung della rosa attraverso la finestra precipitarono sulla sua testa curva.
Lei cominciò su, allarmato.
"Innocente!"
Timidamente lei si inclinò fuori sulla finestra-davanzale, mentre guardando in giù nel
verde fosco di arrampicarsi fogliame, e sega un faccia sorridendo familiare
su a lei. Lei emise un uggiolare molle.
"Robin!"
"Sì--è Robin!" lui rispose. "Innocente, quello che è la questione? IO
La sentito piangendo!"
"Nessuno--no!" lei rispose, sussurrantemente--"non è nulla! Oh, Robin!--
perché è a questo punto qui di notte? Vada via!"
"Non io!" e Robin mise fermamente un piede sul difficile e nodoso
ramo di un wistaria gigante che è stato addestrato spessamente tutti su quello
lato della casa--"io sto venendo su!"
"Oh, Robin!" E straightway Innocente si incontrò di nuovo con la sua stanza,
là gettare su un mantello scuro che l'avvolse così completamente
che solamente sua piccola testa equa mostrò sopra delle sue pieghe di enshrouding,
--ritornando lentamente poi lei guardò con interesse mescolato e
trepidazione l'ascesa graduale del suo innamorato, come, come un altro
Romeo, lui salì la naturale scala formata dalla corda spessa-
come gambi torti dell'animale strisciante antico, capostorno cresciuto con anni
e capace di portante un peso molto più grande che quello del
luce e giovane agile che, con un sorriso di trionfo divertito, a
ultimi si portarono su un livello con la finestra-davanzale e seduto
lui sulla sua sporgenza che proietta.