Capitolo 52
SIGNORE JO. No, ora io sono in, io posso cinguettare come un chiacchierone. [A parte.]
SCENA X.
[A loro] Imbroglione e VAINLOVE a della distanza.
BELIN. Caro Araminta, io sono stanco.
ARAM. 'Tis ma tirando via le nostre maschere, e Vainlove affabile a
ci sappia. Io sarò con mezzi leciti rid del mio sciocco.--Bene, Signore Giuseppe,
Lei vedrà la mia faccia; ma, immediatamente sia andato. Io vedo uno che
sarà geloso, trovarmi in dissertazione con Lei. Sia discreto.
Niente replica; ma via. [Smaschera.]
SIGNORE JO. La grande fortuna che ha cenato alla mia Signora Freelove! Signore
Giuseppe, tu l'arte un uomo fatto. Agad, io sono su innamorato agli orecchi.
Ma io sarò discreto, e fece tacere. [A parte.]
SCOGLIERA ALTA E RIPIDA. No, dal mondo, io vedrò la Sua faccia.
BELIN. Lei può. [Smaschera.]
ACUTO. Signore, il Suo servitore umile. Noi avevamo paura Lei non può
ci ha dati vada via a saperLa.
ARAM. Noi pensammo essere stati privati. Ma noi troviamo sciocchi hanno il
stesso vantaggio su una faccia in una maschera che un codardo ha mentre il
spada è nel fodero, così fu costretto per disegnare in nostro proprio
difesa.
SCOGLIERA ALTA E RIPIDA. Il mio sangue sorge a quel individuo: Io non posso stare dove è lui;
ed io non devo disegnare nel parco. [A Signore Giuseppe.]
SIGNORE JO. Io desidero io durst stanno farle sapere il mio alloggio.
SCENA XI.
ARAMINTA, BELINDA, VAINLOVE, IMBROGLIONE.
ACUTO. C'è in vera bellezza, come in coraggio, piuttosto quale
anime strette non possono osare ammirare. E vede, i gufi sono fuggiti, come
all'interruzione di giorno.
BELIN. Molto elegantemente. Io credo che il Sig. Vainlove non ha strofinato il suo
occhi fin da interruzione di giorno né, lui guarda come se lui il durst non
approccio. No, venga, cugino, sia amici con lui. Io giuro lui
occhiate così molto semplicemente--ha, ha, ha. Bene, un innamorato nello stato di
separazione da sua padrona è come un corpo senza un'anima. Sig.
Vainlove, sarò legato per il Suo buon behaviour per il futuro?
VANO. Ora debba io faccio finta dell'ignoranza uguale al suo, di quello che lei