Capitolo 39
il largo, l'ozio fiore-confinato con ed arioso della Piazza con un amichevole
accenni col capo e sorrida alla libro-custode nell'ufficio dove lei la pagò
conto. Il suo autista, un francese intelligente in livrea quieta stava attendendo
suo con un sposo di assistente o pagina accanto a lui.
"Seguiamo a-giorno, Signora?" lui investigò.
"Yes,--noi andiamo on"--lei rispose--"come rapidamente ed il più lontano possibile.
Solo recuperi la mia valigia--è pronto impaccato nella mia stanza."
Lo sposo affrettò via rispettare questo ordine, e Morgana gettando uno sguardo
circa la sua sega che lei era un oggetto della curiosità intensa ad alcuni
dei detenuti di albergo che erano nell'ozio--uomini e donne ambo. Suo
occhi grigio-blu li balenarono su del tutto spensieratamente ed illuminato su
Manella che stette in piedi, mentre restringendosi a parte in un angolo. A lei lei fece un cenno
sorridentemente.
"Venga e mi veda via!" lei disse--"Dia un sguardo a macchina mia e veda come
gradirebbe viaggiare in lui!"
Manella aggrottò i suoi labbra e scosse la sua testa.
"Io piuttosto non!" lei mormorò--"è nessun uso che guarda a che può
mai non abbia!"
Morgana rise.
"Come Lei per favore!" lei disse--"Lei è una ragazza dispari, ma Lei è completamente
bello! Non dimentichi quello! Dica all'uomo sulla montagna che io
detto così!--piuttosto bello! Ciao!"
Lei passò attraverso l'ozio con una grazia rapida di movimento e
digitato la sua limousine sontuosa, fiancheggiata riccamente in seta di rosa provvisto di corde
ed attrezzato con ogni lusso immaginabile come il boudoir di una regina su
ruote, mentre Manella sollevò con una gru in avanti il suo collo per vedere l'ultimo di
suo. La sua valigia fu presa a cinghiate rapidamente in luogo, ed in un altro minuto
al suono di una nota di corno da caccia argentea ed alta (quale era l'unico genere
di "hooter" lei tollererebbe) la macchina scivolò silenziosamente via in giù
il largo, strada bianca e polverosa, il suo smalto levigato e punti di argento
brillando come righe di luce che svanisce in luce più profonda come esso