Capitolo 34
continui della stessa mente, noi daremo Anna il
invito desiderato: nel mezzo mentre prepara
Lei per quello che io so sarà un più d'accordo
sorpresa."
CAPITOLO IV.
Anche se Julia passasse la maggior parte del suo tempo con lei
zia e cugino, le opportunità per meditazione erano
non mancante: nel pensionamento del suo armadio lei
letto attentamente e re-lesse attentamente le lettere frequenti di lei
amico. La modestia di Julia, o piuttosto la vergogna,
le avrebbe impedito dal fare Anna
informato con tutti i suoi sentimenti, ma avrebbe
stato tradimento alla sua amicizia per non avere versato
fuori un poca della sua anima ai piedi del Signorina Miller.
Nelle sue lettere, Julia non evitò di conseguenza, il
nome di Antonio. Lei lo menzionò spesso, ma con
delicatezza femminile, se non con discrezione. I semi
di associazione continua avuta, ignoto a lei,
radice profonda e presa, e non era nel potere di
Mugnaio di Anna per sradicare impressioni che avevano
stato assicurato dall'esempio della zia, e
curato teneramente dalla società di suo cugino. Anche se
ingannato, debole, ed anche indiscreto, Julia non era
indelicato. Ancora abbastanza la scappò per avere dato
alcun occhio esperto un acume nella condizione di
la sua mente, aveva Anna scelto dell'avere messa in mostra
lettere ad alcuno uno. Il pericolo di tale
corrispondenza dovrebbe distogliere da sola alcuno prudente
femmina dalla sua indulgenza. Società ha marcato il
uomo con disprezzo di che sfida l'abuso la fiducia
una donna in questa maniera; ed i temerono del
l'indignazione dei suoi soci gli fabbrica un'offesa
quale è commesso dall'altro sesso raramente: ma
c'è nessuno tale obbligazione impose su donne, e
che frequentemente passaggi per un scherzo che erpica
ogni sentimento che è caro al seno femmina, e
viola tutti in che sono delicati e sensibili nostro
natura. Certamente, dove è necessario da alcuno
circostanze avventizie a posi il cuore apra in
questa maniera, dovrebbe essere fatto solamente a quelli cui
caratteri sono connessi con nostro proprio, e che
ridicolo di tatto inflisse su noi, come il disonore ammucchiò su