Capitolo 94
"Io stavo lamentando al Sig. Morton, come Lei entrò,
che lui così molto avrebbe dovuto patire la mia mancanza
di pensiero, l'altro ieri; richiede un
buona costituzione per sopportare esposizione--"
"E tale io gli dico, Giorgio spesso Lei non fa
possieda", disse Charlotte, gentilmente e con un piccolo
malinconia; "ancora Lei né sembra riguardare mio
avvertimenti sul soggetto, né quelli di alcuno di Suo
amici"--
"C'è un avvertimento che io non ho trascurato,"
ritornato la gioventù, endeavouring per sorridere.
"E cosa è?" Charlotte chiesto, colpì col
dimissione tristezza della sua maniera.
"Che io non sono società appropriata, proprio ora per cuori come
gaio come il Suo ed il Sig. Delafield, lui ritornò, e
sorgendo, lui fece un frettoloso inarchi e prelevò.
"Cosa può lui il mezzo!" Charlotte detto, in stupore,
"Giorgio non appare bene, e secondamente il suo
maniera molto è alterata--quello che può lui il mezzo, Sig.
Delafield?"
"Lui è Delafield malato", detto, lontano dal sentire completamente
facile all'interesse evidente che la signora
esibito; "lui è malato, e dovrebbe essere nel suo letto,
invece di frequentare anche i ricevimenti di mattina di
Il Signorina Henly."
"Lui anche è effettivamente, nonostante la sua salute", disse
Charlotte in un tono basso, riparando i suoi occhi sul
grattugi, dove lei continuò guardare fisso per del tempo.
Ogni sforzo di Seymour fu fatto per disegnare via il
attenzione della giovane signora da un soggetto che,
comunque la malinconia, sembrò possedere particolare
fascini per lei. In questa impresa il gentiluomo
non sarebbe riuscito ma per il fortunato
aspetto del Signorina Osgood in che entrò il
stanza molto opportunamente tenere vivo la dissertazione.
"Quello che, tete-un-tete!" Maria esclamata; "Lei deve
dimetta il Suo lacchè, Charlotte per detto che
Lei sia a casa. Una giovane signora non è supposta mai
essere a casa quando lei è da sola--con un
gentiluomo."
"Io saprò poi come capire il servitore di
Il Sig. Osgood, quando io chiedo per sua figlia", pianse
Gayly di Seymour.