Capitolo 51
causa di sedere vicino quella ragazza, ringhiando e superbo ed appena vestito
in quello fragile, scuro, involucro di ambra, minimo aperto alla gola. Lei
guardato, col wisps selvatico di capelli che appendono in giù la sua faccia di tempo verbale, come
sebbene lei aveva saltato appena fuori di letto nel panico di un fuoco.
Lei sedette, mentre inclinandosi sul suo gomito, guardando a nulla. Perché lei il soggiorno
ascoltando il mio rumore assurdo? E non solo quello; ma perché faceva lei
spolverizzi la sua faccia in preparazione per il mio arrivo? Sembrò essere lei
l'idea di fare una toilette, e nella sua negligenza disordinata un segnale di
grande sforzo verso l'adornamento personale.
Ma è probabile che io mi sarei sbagliato. È probabile che le spolverizzare sarebbero state lei
pratica quotidiana e la sua presenza nella veranda un segnale di un
indifferenza così completo come non prendere nessun conto della mia esistenza.
Bene, era ogni uno a me.
Io amai guardare i suoi cambi lenti di posa, sembrare a lei lungo
le immobilità composero nelle linee aggraziate del suo corpo, osservare
lo sguardo fisso stretto e misterioso dei suoi occhi neri e splendidi, piuttosto
lungo in forma, mezzo chiuso, contemplando la lacuna. Lei era come un
creatura affascinata con la fronte di una dea incoronata dal
capelli magnifici ed arruffati di un vagabondo di zingaro. Anche lei
l'indifferenza era seducente. Io mi sentii crescendo attaccato a lei
dall'obbligazione di un desiderio di irrealisable, per io mi tenni la testa--completamente.
Ed io misi su col disagio morale di Jacobus ha sonno
la vigilanza, tranquillo ed ancora così espressivo; come se c'era stato
un patto tacito tra noi due. Io misi su con l'insolenza del
vecchia donna: non "È Lei mai andando a lasciarci in pace, mio buono
individuo?" con lei rinfaccia; con la sua sgridata simile ad ottone e sinistra.
Lei era della vera scorta di Jacobus, e niente errore.
Direttamente io ottenni via dalla ragazza io mi chiamai molti nomi duri.
Che follia era questa? Io chiederei a me. Era come essendo il