Capitolo 57
che questa ne era la fine; che dopo il giorno di più di uno io sarei nessuno
più da molto capace entrare in questa veranda, sieda su questa sedia, e
assaggi perversamente il flavour di disprezzo nelle sue pose indolenti,
beva nella provocazione delle sue occhiate sdegnose, ed ascolti al
commenti asciutti, insolenti emisero in quella voce aspra e seducente.
Come se la mia natura intima fosse stata alterata dall'azione di alcuni
veleno morale, io sentii un abietto tema di andata a mare.
Io dovevo esercitare un autocontrollo improvviso, come uno porsi un boschetto, a
si impedisca saltando su sgambare circa, gridi, gesticoli, faccia
suo una scena. Cosa per? Cosa circa? Io non avevo idea. Era stato appena
il sollievo di violenza che io ho voluto; ed io pesi di nuovo in mio
presieda, mentre tentando di tenere i miei labbra formò in un sorriso; quella metà-
sorriso indulgente, mezzo-beffardo contro il quale era il mio scudo il
aste del suo disprezzo ed il sallies flung insultante a me dal
vecchia donna.
Lei bevve l'acqua ad un tiro, con l'avidità di andare su tutte le furie
abbia sete, e si faccia caduta sulla sedia più vicina, come se improvvisamente
superi. Il suo atteggiamento, come i certi toni della sua voce aveva in lui
qualche cosa maschile: i ginocchia separatamente nell'involucro ampio, il
tenda di mani agganciata tra loro, il suo corpo che si inclina in avanti, con
chinandosi testa. Io fissai la bobina nera e pesante di capelli torti.
Era enorme, mentre incoronando la testa inarcata con un schiacciando e
gloria disdegnata. I wisps scappati appesero diritti in giù. E
improvvisamente io percepii che la ragazza stava tremando da testa a piede,
come se quel vetro di acqua ghiacciata l'aveva raffreddata all'osso.
"Cosa ora è la questione?" Dissi io, spaventò, ma in nessuno molto
umore comprensivo.
Lei la scosse inarcò, overweighted capeggiano e piansero in una voce soffocata
ma con un flesso sorgente:
"Vada via! Vada via! Vada via!"
Io mi svegliai poi e mi avvicinai, con un genere strano dell'ansia.