Capitolo 25
Signorina Moorsom che vede. E stranamente abbastanza assomigliò allo stato
di mente di un uomo che teme disincanto più del sortilegio. Ma
lui non ha bisogno di avere avuto paura. Direttamente lui la vide in una distanza a
l'altra fine del terrazzo che lui è rabbrividito alle radici dei suoi capelli.
Col suo approccio il potere di sinistra di discorso lui per un tempo. Sig.ra
Dunster e sua zia stavano accompagnandola. Tutti che queste persone sono sedute
in giù; era un cerchio intimo nel quale si sentì Renouard
ammesso cordialmente; ed il discorso era della grande ricerca che
occupato tutte le loro menti. La discrezione si fu aspettata da queste persone,
ma della reticenza come all'oggetto del viaggio potrebbero essere nessuno
domanda. Nulla ma modi e vuole dire e sistemazioni potrebbero essere
parlato circa.
Riparando ostinatamente i suoi occhi sulla terra che gli diede un'aria
di tristezza riflessiva, Renouard riuscì a recuperare suo stesso-
possesso. Lui l'usò per tenere la sua voce in una chiave bassa ed a
misuri le sue parole sul grande soggetto. E lui si prese cura con un
grande sforzo interno di farli ragionevole senza darli un
carnagione scoraggiante. Per lui non volle che la ricerca fosse data
su, da quando intenderebbe via la sua andata col suo compagno del due grigio-
teste all'altro lato del mondo.
Lui si chiese a venire di nuovo, spesso venire e prendere parte nel
consigli di tutti queste persone incantate dal sentimentale
impresa di un amore dichiarato. Su prendere la mano del Signorina Moorsom lui
guardato su, sarebbe piaciuto dire qualche cosa, ma si trovò
senza voce, coi suoi labbra sigillati improvvisamente. Lei ritornò il
pressione delle sue dita, e lui la lasciò vagamente coi suoi occhi
fissando oltre lui, un'aria di ascoltare per un aspettato suono e
il possibile sorriso più debole sui suoi labbra. Un sorriso non per lui,
evidentemente, ma la riflessione di alcuno pensiero profondo ed inscrutabile.
CAPITOLO IV
Lui seguì asse la sua goletta. Lei posò bianca, e come se sospeso,