Capitolo 59
sorriso. Lei forse era la più offesa con lui a causa di quello
starnazzi all'inizio della conversazione. Ed in un momento con
tatto perfetto e la dignità lei ottenne su dalla sua sedia e lo lasciò
da solo.
Renouard non guardò anche su. Non era il dispiacere del
signora che lo spogliò del suo sonno che serale. Lui stava cominciando
dimenticare che cosa era come semplice, onesto sonno. La sua amaca dal
nave era stata appesa per lui su una veranda di lato, e lui spese il suo
notti in lui sulla sua schiena, le sue mani piegarono sul suo torace, in un genere
dello stupore mezzo consapevole, oppresso. Di mattina lui guardò
con occhi cieci il promontorio uscito un inkblot informe
contro la luce sottile dell'alba falsa, passi attraverso tutti il
palcoscenici dello spuntar del giorno al profondo imporporano del suo nimbed massiccio e delineato
gloriosamente con l'oro del sole sorgente. Lui ascoltò il
suoni vaghi di svegliare all'interno della casa: ed improvvisamente lui divenne
consapevole di Luiz che sta vicino all'amaca--evidentemente agitò.
"Cosa è la questione?"
"Tse! Tse! Tse!"
"Bene, quello che ora? Agiti coi ragazzi?"
"No, padrone. Il gentiluomo quando io lo prendo la sua acqua di bagno lui parla
a me. Lui chiede a me--lui chiede--quando, quando, io penso il Sig. Walter, lui viene
indietro."
I denti del meticcio chiacchierarono leggermente. Renouard ottenne fuori del
amaca.
"E è qui tutta la durata--l'eh?"
Luiz accennò col capo un'affermativa impaurita, ma subito protestò, "io nessuno veda
lui. Io mai. Non io! Dicono i ragazzi selvatici ed ignoranti loro vedono. . .
Qualche cosa! Ough!"
Lui battè i suoi denti su un altro sonaglio corto, e stette in piedi là,
si restretto, danneggiò, come un uomo in un colpo di vento gelato.
"E cosa disse al gentiluomo?"
"Dico io io non so--ed io chiarisco fuori. Io--non mi piace parlare di
lui."
"Ogni destra. Noi tenteremo posi quel fantasma povero", Renouard detto
oscuramente, passando via ad una piccola capanna vicino vestire. Lui stava dicendo