Capitolo 20
assurdo come desiderare essere stato nato vecchio, perché noi un giorno
deve essere vecchio. Per la mia parte, la mia gioventù può portare, e può sprecare, ma può
mai non arrugginisca nel mio possesso.
SIG.RA FAIN. Poi sembra che Lei dissimula solamente un'avversione ad umanità
nell'acquiescenza al humour di mia madre.
SIG.RA DANNEGGI. Certamente. Essere libero, io non ho gusto di quegli insipido
dissertazioni asciutte con le quali deve intrattenersi il nostro sesso di forza
separatamente da uomini. Noi possiamo colpire gli affetti all'un l'altro, professi
amicizie eterne, e sembra essere rimbambito come innamorati; ma 'il tis non in
le nostre nature bramano perseverare. Amore riprenderà il suo impero in nostro
seni, ed ogni cuore, o presto o in ritardo, riceva e lo riammetta
come il suo tiranno legale.
SIG.RA FAIN. Mi benedica, come mi è stato ingannato! Perché, Lei professa un
libertino.
SIG.RA DANNEGGI. Lei vede la mia amicizia dalla mia libertà. Venga, sia come
sincero, ammette che i Suoi sentimenti si confanno col mio.
SIG.RA FAIN. Mai.
SIG.RA DANNEGGI. Odia umanità?
SIG.RA FAIN. Di cuore, inveteratamente.
SIG.RA DANNEGGI. Suo marito?
SIG.RA FAIN. Più trascendentemente; ay, sebbene io lo dico, meritoriamente.
SIG.RA DANNEGGI. Mi dia la Sua mano su lui.
SIG.RA FAIN. Là.
SIG.RA DANNEGGI. Io congiungo con Lei; quello che ho detto io è stato proccesarLa.
SIG.RA FAIN. È possibile? Dost tu l'odio quelle vipere, uomini?
SIG.RA DANNEGGI. Io ho fatto odiando 'l'em, ed ora è venuto a disprezzare 'l'em;
la prossima cosa io devo fare è dimenticare eternamente 'l'em.
SIG.RA FAIN. Là parlò lo spirito di un Amazzone, un Penthesilea.
SIG.RA DANNEGGI. Ed ancora io sto pensando portare la mia avversione qualche volta
ulteriormente.
SIG.RA FAIN. Come?
SIG.RA DANNEGGI. Faith, sposandosi; se io potevo ma trovo uno che mi ha amato
molto bene, e sarebbe throughly assennato di uso malato, io penso io
dovrebbe farsi la violenza di subire la cerimonia.
SIG.RA FAIN. Non gli fabbricherebbe un becco?